edizione 2012 Auditorium S. Giuseppe | Conversano (BA)
 
La prima fase del festival si è aperta con un’esplorazione urbana del centro e della periferia di Conversano (BA), aperta a tutta la cittadinanza. Sono stati seguiti due itinerari attraverso i più importanti casi di abbandono edilizio della zona, tra cui tre edifici oggetto della mostra: l’ex deposito Montalbò, l’ex G.I.L. e l’ex Cantina Sociale di Conversano. I percorsi, tuttavia, lasciavano consapevolmente ampia libertà di divagazione ai partecipanti.
 
la mappa dei tre luoghi oggetto del festival e del percorso di esplorazione urbana

Ex Agenzia Enologica. L’edificio-cisterna che ospitava il Consorzio Agrario che si occupava della trasformazione dell’uva da vino in prodotto finito destinato ad una distribuzione sul territorio nazionale.

Il complesso dell’Ex Cantina Sociale Popolare si articola in cinque ambienti paralleli coperti da capriate lignee uniti trasversalmente ad ovest da altri ambienti anch’essi tra loro paralleli. L’impianto a navate rinvia a modelli ecclesiali.

L’edificio fu progettato dall’ingegner Antonio Sforza negli anni ’30 e fa parte delle strutture realizzate durante dal regime fascista per ospitare la Gioventù Italiana del Littorio (G.I.L.). Nel tempo l’edificio, dopo la destinazione di origine, ha ospitato gli uffici del medico sanitario e le aule dell’asilo comunale.
 
Durante l’esplorazione, accompagnata da interventi di esperti di storia locale, da professori del Politecnico di Bari e dagli stessi tutor del workshop, si è messo in opera un processo di mappatura online utilizzando Facebook. Tramite smartphone e tablet, i partecipanti hanno liberamente condiviso contenuti geotaggati sul social network, fino a ottenere una mappa con foto, video e testi riferiti a tutti gli edifici abbandonati, dismessi o incompiuti incontrati durante l’esplorazione, sia negli itinerari previsti, sia a sorpresa, ovunque in città. Così, in un sol giorno, abbiamo realizzato una instant-map dell’abbandono a Conversano.

La mappa creata dai partecipanti attraverso il geotagging sui social network.
 
La seconda fase del festival è consistita in un evento complesso, che abbiamo definito “mostra aperta”, perché la produzione di quanto è stato esposto è avvenuta contemporaneamente all’allestimento della mostra stessa.

Per mettere in mostra lo scorrere del tempo e descrivere il processo di erosione mnestica che esso porta, la mostra ha essa stessa più il carattere dell’installazione che dell’esposizione. In quanto rappresentazione della sospensione portata dall’incompiutezza, essa diventa un itinerario in progress che comincia come un viaggio attraverso una porta. Simbolicamente, il visitatore è accolto e circondato da vecchie porte: alcune semiaperte, altre chiuse, sbarramenti che precludono la vista, che nascondono qualcosa. La presenza di una porta allude metonimicamente al gesto dell’apertura o della riapertura di un luogo alla comunità cui apparteneva e che, in un modo o nell’altro, l’ha relegato in una dimensione di rifiuto. Tra queste porte accatastate albergano le opere degli artisti in mostra, tutte accomunate da uno sguardo documentaristico, mai melanconico e allo stesso tempo mai asettico sullo spazio costruito.

L'auditorium San Giuseppe a Conversano, ha ospitato così alcuni lavori grafici di Beniamino Servino e il risultato delle elaborazioni di quattro artisti sui tre edifici selezionati. L'edificio dell'ex Agenzia enologica è stato oggetto della campagna fotografica di Riccardo Campanale e del video realizzato da Donatello De Mattia. Michele Cera ha portato in mostra quattro scatti realizzati all’interno dell’ex G.I.L., mentre Giuseppe De Mattia ha realizzato un’installazione multimediale con fotografie, object trouvés e suoni campionati, tutti provenienti dall’ex Cantina Sociale. La mostra si completava con i risultati del workshop progettuale e con le installazioni a cura dei curatori, tra cui la proiezione della mappa di geophototagging sui socialnetwork e un "tetto" di cartoline fluttuanti che il visitatore ha potuto far proprie allungando la mano, rubando un attimo di storia ai luoghi che esse raffigurano per portarlo con sé.

La "Necessità monumentale nel paesaggio dell'abbandono" nei disegni di Beniamino Servino.

Le fotografie dell'Ex Agenzia Enologica ad opera di Riccardo Campanale.

"Caleidoscopio di simmetrie". Il video realizzato negli spazi dell'Ex Agenzia Enologica ad opera di Donatello De Mattia.

L'installazione fotografica e sonora sull'Ex Cantina sociale ad opera di Giuseppe De Mattia.

Le fotografie dell'Ex GIL ad opera di Michele Cera.
 
A chiusura degli eventi, una tavola rotonda aperta al pubblico è stata realizzata nel chiostro di San Benedetto, a Conversano. Assieme ai curatori, agli artisti e a professori del Politecnico di Bari, hanno discusso intorno al tema dell’abbandono alcuni ospiti, tra cui Beniamino Servino, Elisa Poli (Cluster Theory, Facoltà di Architettura di Ferrara) e Andrea Masu (Alterazioni Video), in videoconferenza da Providence (USA).
 
A tre gruppi di studenti e neolaureati, selezionati con un bando, stata è affidata l’elaborazione di proposte che trattassero le possibili strategie di una proposta di riuso dei tre edifici selezionati. I gruppi sono stati affiancati da un team di tutor che hanno fornito un supporto teorico-progettuale all’elaborazione delle proposte. I progetti hanno riguardato visioni orientate ad uno sfruttamento “super-pubblico” degli edifici, quali protesi dello spazio urbano, o la loro riconversione in nuovi condensatori funzionali.

Ogni giorno, a conclusione delle sessioni di lavoro, si è tenuta una sessione critica di confronto tra le idee dei gruppi maturate nella giornata a cui hanno preso parte, oltre ai partecipanti, anche i tutor, gli artisti, i docenti (Lorenzo Netti, Lia de Venere e Arturo Cucciolla), i progettisti a vario titolo coinvolti nello studio dei siti oggetto dei lavori e tutti gli interessati che non hanno potuto prendere parte al workshop. L’elaborazione delle proposte progettuali ha prodotto dei materiali che sono stati successivamente allestiti nella mostra finale.
Gurada la gallery del workshop
 


Ex GIL - Tutor Domenico Pastore
Annalisa Albano
Mariangela Bertalotto
Mino Mincarone
Giuseppe Resta
Anila Dermyshi

Ex Cantina sociale - Tutor Francesco Gismondi, Alessandra Scarcelli, Pasquale Boezio
Gemma Caroli
Serena Dambrosio
Anna Fraire
Marina Leuzzi
Davide Pace
Pasquale Ricupero

Ex Agenzia enologica - Tutor Michele Caputo, Carolina Cusatelli
Francesco Boccuzzi
Silvana Bruno
Nicola Catella
Gianpaolo Mastronardi
Manuela Mazzarelli
© 2013 _ 2018 Logovia. All rights reserved