edizione 2014 Teatro Margherita | Bari
L’edizione 2014 si è caratterizzata come un festival della durata di 20 giorni e ha avuto l’ambizioso obiettivo di realizzare, in una sola settimana, tre workshop paralleli (di architettura, fotografia e videoarte) e di farne coesistere gli esiti in un’unica esposizione, assieme a un’installazione illustrante i risultati dell’edizione 2013 di Conversion+ e ai prodotti della ricerca dei curatori SMALL.
Durante i 20 giorni del festival si sono susseguiti anche incontri pubblici dedicati all’approfondimento delle tematiche relative all’abbandono edilizio.
Tutto il festival si è svolto nella prestigiosa cornice del Teatro Margherita di Bari, edificio a sua volta carico di memorie e significati per la città di Bari e oggi in stato di parziale abbandono, sottoutilizzato come spazio espositivo in attesa di una definitiva ristrutturazione.
SMALL RESEARCH _ Bari abandoned landscape
Bari Abandoned Landscape è stata l’esposizione di parte dei risultati della ricerca condotta da SMALL sulle condizioni dell’abbandono, della dismissione e del sottoutilizzo del patrimonio costruito della città di Bari.
La ricerca ha prodotto la mappatura di più di 700 edifici dismessi o sottoutilizzati all’interno del territorio comunale barese e, attraverso la raccolta di un vasto set di dati e la compilazione di schede e analisi, ha generato un quadro inedito dei regimi di proprietà dello stock edilizio abbandonato, oltre a una serie di considerazioni qualitative e quantitative sulle possibilità di riattivazione di tali edifici.
Una grande mappa, posta al centro del foyer del Teatro Margherita, ha così sviluppato graficamente l’indagine, collocando nell’immaginario collettivo cittadino le entità e le caratteristiche delle strutture e di interi brani di paesaggio urbano in stato di abbandono. Due pannelli esplicativi sono invece stati posti sulle pareti del foyer allo scopo di illustrare, tramite opportune visualizzazioni infografiche, le statistiche e i confronti che è stato possibile estrarre dalla raccolta di dati.
La proiezione di alcune cartoline animate che ritraggono luoghi iconici dell'abbandono in territorio barese simboleggiano lo stato di attesa dei paesaggio inutilizzato.

La mappa del territorio di Bari con gli spazi in abbandono. Le etichette identificano gli edifici mappati e riportano la tassonomia derivante da funzione, proprietà, stato di conservazione e infine la consistenza.

Gli esiti della ricerca hanno portato al calcolo delle superfici (tra suoli ed edifici) in stato di abbandono e dei volumi costruitti oggi non utilizzati, oltre alla distribuzione del fenomeno di abbandono per ciascun indicatore usato nella tassonomia.

Le cartoline animate, prodotte con delle riprese a camera fissa per circa due minuti, sottolineano la condizione di stand-by di alcuni degli oggetti presenti nel paesaggio in abbandono.
SMALL RESEARCH _ Reuse Anatomy
Reuse Anatomy ha presentato i risultati di una ricerca condotta sui più recenti progetti di riuso in Italia e nel mondo, con l’obiettivo di analizzare le strategie di intervento ricorrenti nei casi di riprogrammazione funzionale di edifici preesistenti. Il riuso è stato quindi presentato come tema innovativo anche da punto di vista strettamente compositivo-progettuale e come metodologia di lettura delle trasformazioni architettoniche eseguita in coerenza a quattro strategie compositive principali e undici sotto-strategie, messe in evidenza con disegni concettuali di sintesi.
Gli elaborati esposti costituiscono una selezione di 30 tra i più di 80 lavori di analisi prodotti con il contributo degli studenti del Politecnico di Bari, del Corso di Laurea Specialistica in Ingegneria Edile Architettura (Corso di Architettura e Composizione Architettonica II tenuto dalla prof. Antonella Calderazzi con la collaborazione di SMALL).

Ciascun caso studio è stato analizzato misurando le variazioni qualitative (di programma funzionale e di configurazione formale) e quantitative (in termini dimensionali) occorse con l'intervento di riuso.
Conversion 2013 _ Map Vacancy
All’interno della Open Exhibtion del Teatro Margherita ha trovato collocazione anche una installazione composta da una resa analogica di “Map Vacancy”, contest di photogeotagging online, ideato come edizione 2013 di Conversion+, con l’obiettivo di costruire una mappatura collettiva degli spazi in dismissione con le segnalazioni in Italia e nel mondo inviate dai partecipanti attraverso la piattaforma web. (Vedi la mappa finale!)

Ogni fotografia è dotata di coordinate che consentono la sua collocazione su una mappa dell'Italia (e delle nazioni segnalate) deformata in stile peutingeriano adagiata sul tavolo. Attraverso le coordinate e una lente è possibile individuare la localizzazione e con una lente leggere il titolo e l'autore della foto.
L’esplorazione urbana è uno dei momenti fondamentali di tutte le edizioni di Conversion+. Nell’edizione 2014, in particolare, l’esplorazione è stata indispensabile per contestualizzare le problematiche relative all’abbandono del territorio barese, trasmettendone il carattere ai circa 50 partecipanti ai workshop, venuti da tutta Italia e anche dall’estero.
Aperto tuttavia a chiunque fosse interessato, l’atto dell’esplorazione si è configurato anche come un potente strumento di riscoperta e di riappropriazione della città e, per questo, di cittadinanza attiva. Nell’edizione 2014, l’esplorazione ha seguito un percorso di scoperta di episodi eclatanti di abbandono di edifici di proprietà pubblica, partendo dal Teatro Margherita, sede delle attività e, a sua volta, celebre caso di sottoutilizzo dalle origini complesse.
Si è quindi attraversato il murattiano per concentrarsi poi su una ricognizione del contesto del quartiere Libertà, sede della Manifattura dei Tabacchi, oggetto dei workshop di architettura e videoarte relazionale. Infine, si è compiuta una tappa alla Ex Caserma Rossani, imprescindibile per una comprensione esaustiva del patrimonio e delle energie sociali che il quadro barese offre in merito alle possibilità di riattivazione di tessuti costruiti dismessi.

Urban hacking nella Ex Manifattura dei Tabacchi a Bari.
Workshop Architettura
A partire dalla rilevanza del tema del riuso nell’ottica dei più recenti sviluppi delle discipline del progetto alla scala territoriale, urbana e architettonica, l’obiettivo dei workshop realizzati nelle diverse edizioni di Conversion+ è quello elaborare progetti di riuso, a scala urbana, architettonica e di dettaglio, per edifici inutilizzati presenti nel territorio barese. Attraverso un processo di ibridazione funzionale, o di trasformazione degli edifici da puri contenitori a nuove forme, evolute e complesse, di spazio pubblico, si indagano in questo modo le possibilità che il paesaggio urbano dell’abbandono apre alla creazione di pratiche progettuali innovative.

Nell’edizione 2014 il tema scelto per il laboratorio di progettazione architettonica è stato l’ipotesi di riusi parziali, temporanei o a lungo termine della Ex Manifattura dei Tabacchi. Immobile di grandissime dimensioni (secondo per estensione al solo stadio San Nicola sull’intero territorio comunale), da decenni è preda di abbandono e pesante degrado, solo parzialmente arginato dal riutilizzo in alcune ore del giorno di una piccola parte della sua volumetria come mercato alimentare.

I 27 partecipanti, organizzati in tre gruppi, sono stati coordinati nelle operazioni di design dai tre architetti invitati e coadiuvati dal team curatoriale. Concentrandosi su parti diverse del complesso corpo edilizio, i gruppi hanno realizzato una proposta progettuale di riuso attraverso una grande plastico realizzato a mano, con materiali “poveri” e di riciclo, assemblato e quindi esposto come parte integrante della Open Exhibtion all’interno del Teatro Margherita.

Sono stati invitati a condurre le attività di progettazione tre professionisti di calibro nazionale e internazionale:
Giacomo Borella – Studio Albori (Milano)

Docente a contratto presso il Politecnico di Milano dal 2007 al 2010. Titolare della rubrica settimanale di recensioni urbane “Sopralluoghi metropolitani” sulle pagine milanesi del Corriere della Sera dal 2001 al 2007, ha collaborato con diverse riviste, giornali e radio.
Nel 1993 è tra i fondatori di Studio Albori, che lavora sui temi dell’architettura e del paesaggio, soprattutto alla piccola scala, con attenzione alle questioni energetiche e ambientali, nel loro intersecarsi con la dimensione dell’abitare quotidiano. Quando è possibile, i membri dello studio partecipano concretamente ad alcune fasi della costruzione dei progetti, svolgendo interventi e lavorazioni manuali direttamente in cantiere, in qualche caso realizzando per intero l’opera.

Francesco Librizzi – Francesco Librizzi Studio (Milano)

Nel 2005 ha fondato Francesco Librizzi Studio a Milano. Qui realizza progetti di architettura, interni e product design. Progetta allestimenti per il Padiglione Italia alla Biennale di Architettura di Venezia nel 2010 e per il Padiglione del Bahrein nelle edizioni del 2012 e del 2014. Nel 2013 progetta una installazione dedicata a Bruno Munari per il Triennale Design Museum.
Ha vinto il Prix Émile Hermès e la menzione d’onore per l’ampliamento del Centro Loris Malaguzzi a Reggio Emilia, il suo lavoro è stato pubblicato su riviste internazionali come Domus, Abitare, Wallpaper ed è stato esposto da diverse istituzioni. Svolge attività didattica presso Domus Academy, NABA, IED e Facoltà di Architettura di Palermo.

Durante le giornate di lavoro, gli architetti hanno tenuto tre lecture serali aperte al pubblico, illustrando in che modo si sono scontrati con il tema del riuso all’interno delle loro esperienze.
Hanno partecipato:
Cristina de Partearroyo, Paolo Mossa Idra, Gianluca Abbaticchio, Giuseppe Pagliarulo, Vittoria Marelli, Sergio Nunziante, Alessandro Loseto, Elisa Greco, Sabrina Sgarra, Federico Puggioni, Tuan Triggiani, Michele Cice, Eugenia Urbano, Simona Belmondo, Valeria Iorio, Ambra Lombardi, Andrea Roma, Valentina Vacca, Chiara Tosto, Valeria Marzano, Gerardo Topputo, Roberta Menichini, Martina Ottaviano, Antonio Scisci, Maria Antonietta Catella, Maura Pinto.


La Manifattura dei Tabacchi, oltre le ore diurne in cui è attivo il mercato che occupa solo una parte degli edifici, è un blocco impenetrabile per gli abitanti del quartiere Libertà. L’ipotesi sviluppata nel workshop punta a potenziare l’accessibilità a tutti gli spazi della manifattura e a rendere attraversabile il complesso, riconnettendolo alla maglia viaria circostante. Ciò è reso con minimi interventi di demolizione che consentono l’apertura di varchi nei fronti esterni, sfruttando la configurazione dell’edificio che è composto da una somma di corpi di fabbrica accostati. Il risultato, coerente con la moltitudine di usi introdotti, è quello di ottenere dei micro isolati che, assieme agli spazi aperti oggi inaccessibili, riapparterrebbero al sistema pedonale urbano.
Workshop Fotografia
Il Workshop di Fotografia ha avuto l’obiettivo di indagare le molteplici forme del fenomeno di abbandono che investono il territorio alla scala dell’architettura e del paesaggio urbano.
Otto autori provenienti da tutta la penisola italiana e dall’estero hanno partecipato al laboratorio.
A partire da una prima ricognizione effettuata dal team curatoriale sulla mappatura del fenomeno di abbandono del paesaggio urbano, si sono tracciate sezioni territoriali individuando uno o più percorsi che i partecipanti hanno utilizzato come riferimento per compiere delle azioni di attraversamento fisico dello spazio.
Alla fine dei giorni di attività, ciascun partecipante ha selezionato 4 tra i propri scatti che, stampati e incorniciati, sono stati disposti all’interno dell’esposizione in un allestimento co-ideato dal gruppo di lavoro, dal tutor e dai curatori.

Il workshop è stato coordinato da:
Michele Cera (Bari)

Michele Cera è nato a Bari nel 1973. Urbanista, ha incentrato la sua ricerca fotografica sull’indagine degli insediamenti umani e sul territorio. Ha esposto in numerose mostre tra cui Ereditare il paesaggio (Museo del Territorio Biellese, Biella, 2007, catalogo pubblicato da Electa, Venezia), Global Photography (SiFest 2009), Visions and Documents (Festival Internazionale di Roma, MACRO, 2010), 54 Biennale di Venezia, Padiglione Italia, Regione Puglia (Bari, 2011), Collecting Landscapes (PhC Capalbiofotografia 2012), Dust (F4_un’idea di Fotografia, Fondazione Fabbri, Pieve di Soligo, 2012). Ha vinto nel 2007 il terzo premio del concorso di fotografia Atlante Italiano 07, indetto dalla DARC e dal MAXXI di Roma. Nel 2013 è uscito il suo primo libro “Dust”, pubblicato dall’editore tedesco Kehrer. I suoi lavori sono conservati pressp il MAXXI di Roma, Linea di Confine per la Fotografia Contemporanea, il Museo del Territorio Biellese. È co-fondatore di Documentary Platform, archivio visivo sull’Italia contemporanea presentato nell’ambito di Mutation III (Festival Internazionale di Roma, MACRO, 2010; Eyes On-Monat der Fotografie Wien, Vienna, 2010).
Da quasi dieci anni svolge attività didattica e di divulgazione della fotografia d’autore e cura mostre e pubblicazioni legate ad attività didattiche e di ricerca.

Hanno partecipato:
Annalisa Chieppa, Gloria Casto, Giorgio Cecca, Angelica Amatulli, Flavia Camilleri, Silvia Iurilli, Simon Beckmann, Claudio Nicola Biancofiore.
Video e Arte relazionale
Il workshop ha proposto il mezzo audiovisivo come strumento di lettura, descrizione e progetto del territorio, per riflettere sulle pratiche legate all’attraversamento del paesaggio urbano. Attraversare un territorio, equipaggiati di videocamere, macchine fotografiche e registratori digitali, permette di effettuare una scansione e una mappatura audio-visiva dei luoghi attraversati, restituendone una visione complessa che narra il suo carattere e la sua storia.
Il workshop dell’edizione 2014 ha avuto come oggetto la Ex Manifattura dei Tabacchi di Bari, e in particolar modo la sua duplice natura di contenitore abbandonato e gravemente degradato e di mercato del mattino, luogo vitale e identitario, anche se solo in piccola parte e per alcune ore del giorno.
Le esperienze vissute, osservate e registrate, durante quest’esplorazione, con gli strumenti e le metodologie messe a punto dal workshop, sono state restituite sotto forma di installazione ambientale composta da audio, video e oggetti raccolti durante l’attraversamento del territorio ed esposta all’interno del Teatro Margherita come parte integrante della Open Exhibtion.

Il workshop è stato coordinato da:
Donatello De Mattia (Milano-Bari-Marsiglia)

Nato a Bari nel 1970, architetto, artista, videomaker. Vive e lavora tra la Milano, Bari e Marsiglia. Lega il suo lavoro a progetti e ricerche trans-disciplinari, che si traducono spesso in installazioni, dispositivi relazionali, mappe, audiovisivi, lavori fotografici, oggetti. Utilizza l’audiovisivo come strumento di lettura e descrizione dell’architettura e del territorio. Nel 2008 con Francesca Cogni fonda l’associazione culturale TooA (Trans office for open Art) che produce progetti di ricerca su popolazioni luoghi e culture usando i linguaggi dell’arte. Partecipa e cura svariati workshop (tra cui Conversion+ 2012 e Cinema camminante). Ha partecipato alle attività dei gruppi di ricerca Stalker/Osservatorionomade e Multiplicity lab. Ha collaborato alla didattica universitaria (IUAV architettura e arti visive, Politecnico di Milano e NABA), sia come esperto che come visiting professor. Partecipa a mostre e festival nazionali ed internazionali (tra cui la Biennale di Venezia e i festival Filmaker e Docucity).

Durante i 20 giorni di festival, Conversion+ ha trasformato il Teatro Margherita in luogo ospite di due diverse occasioni di dibattito, che hanno affrontato da punti di vista differenti il complesso fenomeno dell’abbandono del tessuto costruito e del paesaggio urbano contemporaneo.
In un primo incontro, è stata realizzata la presentazione del libro “TEMPORIUSO. Manuale per il riuso temporaneo di spazi in abbandono, in Italia”, dell’omonima associazione milanese, tra le più consolidate realtà italiane impegnate sul tema del riuso del dismesso. A seguito della presentazione, un dibattito moderato da SMALL ha visto confrontarsi importanti voci del discorso politico, culturale e artistico locale sul tema del riuso declinato dal basso e alla scala minuta dell’architettura, ma con una visione strategica più ampia.
Hanno partecipato al primo dibattito: Isabella Inti e Matteo Persichino - Temporiuso; Umberto Morfini - presidente WWF Bari; Vitandrea Marzano - sociologo urbano; Planar, Xscape, Metriquali - associazioni culturali; Dopperlgaenger – galleria d’arte contemporanea; Fabrizio Bellomo – artista.
In un secondo incontro, a seguito della presentazione del libro “Atlante dei Paesaggi Riciclati” di Michela de Poli e Guido Incerti, il dibattito ha ribaltato il punto di vista del confronto, incentrandosi sugli aspetti innovativi della pianificazione e della progettazione del paesaggio e sugli strumenti a disposizione dei territori e del progetto per lavorare alla risoluzione di questioni relative all’abbandono di brani di paesaggio costruito.
Hanno partecipato al secondo dibattito: Angela Barbanente - assessore alla Qualità del Territorio della Regione Puglia; Carla Tedesco - assessore all’Urbanistica del Comune di Bari; Guido Incerti – docente della Facoltà di Architettura dell’Università di Ferrara; Francesca Calace - urbanista, docente del Politecnico di Bari; Fabio Alessandro Fusco - architetto, docente del Politecnico di Milano; Garden Faber - associazione culturale.
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